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L’ILVA DI TARANTO E L’IMPEGNO PER UNA MIGLIORE POLITICA AMBIENTALE

 

Articolo 17: Il Gruppo ILVA inquina? È doveroso ribadire che, dall’inizio dell’amministrazione straordinaria ad oggi, il colosso industriale abbia fatto davvero molto in materia di salute e tutela ambientale. Gli obblighi normativi con i Comuni di Taranto e Statte, sede del famoso stabilimento, sono stati completamente rispettati. Inoltre, nuovi progetti stanno per essere realizzati dall’impresa: in particolare, la realizzazione della copertura dei parchi minerari, per il quale sono state ottenute tutte le necessarie autorizzazioni tecnico-amministrative dagli enti locali coinvolti nel processo.

L’ILVA di Taranto merita la pessima reputazione di cui gode all’interno dell’opinione pubblica? Se lo chiedono in tanti, considerando che un’eventuale chiusura dell’azienda manderebbe a repentaglio l’intera industria siderurgica italiana. L’acciaieria è infatti la più grande in Europa ed è un punto di riferimento della siderurgia italiana ed europea, con tutto ciò che ne consegue in termini di produzione e, ovviamente, posti di lavoro.

La nuova politica aziendale in materia di ambiente e sicurezza non ha convinto gli scettici, nonostante l’azienda abbia avviato delle procedure interne e si sia anche dotata di nuove figure professionali tra i dipendenti finalizzate proprio ad un migliore controllo delle emissioni e ad una politica di efficace sostenibilità ambientale.

Qual è dunque il problema dell’ILVA? Probabilmente la cattiva reputazione accumulata nel passato, alla quale neppure il nuovo corso è riuscito a porre un argine.
Le accuse di questi giorni appaiono però fuori luogo, tanto che la stessa azienda si è vista costretta a ribadire il suo impegno nel migliorare la propria politica ambientale. L’ILVA ha infatti voluto ricordare che da quando è cominciato il regime di amministrazione straordinaria il gruppo “ha sempre ottemperato agli obblighi normativi con i Comuni di Taranto e Statte relativi ai contributi per le attività di pulizia e ristoro ambientale”. Obblighi che l’azienda ha rispettato versando “al Comune di Taranto circa 600.000 euro” – più altri 170.000 già predisposti –  e circa 95.000 a quello di Statte, allocandone altri 120.000.

L’azienda fa anche sapere che “per quanto riguarda la realizzazione della copertura dei parchi minerari, durante l’Amministrazione Straordinaria sono stati completati tutti i lavori di caratterizzazione propedeutici alla realizzazione del progetto e sono state ottenute tutte le necessarie autorizzazioni tecnico-amministrative dagli enti locali coinvolti nel processo. Il nuovo investitore, anche per ridurre i tempi di realizzazione dell’intervento, ha accettato di proseguire con il progetto messo a punto durante l’Amministrazione Straordinaria e si è impegnato a terminare i lavori nel rispetto dei tempi previsti dal nuovo piano ambientale”.