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Il voucher

La parola voucher è stata una di quelle più cliccate lo scorso anno ed in ogni tg, quando si discuteva di politica e di tematiche complicate come quelle del lavoro e della disoccupazione la parola principale era sempre la stessa, voucher.

Ma sappiamo veramente cosa significa lavorare e essere pagati attraverso il voucher?

Oggi in Italia trovare lavoro è molto difficile e in contratti a tempo indeterminato sono un sogno, nonostante delle buone offerte come quella della borsa lavoro Bolzano.

Che cos’è il voucher

Il voucher è una particolare modalità di retribuzione che viene usata soprattutto per quel che riguarda il lavoro occasionale e la sua prima introduzione risale al 2003, durante il secondo governo Berlusconi, facente parte della legge Biagi, il giuslavorista ucciso dalle Brigate Rosse.

L’introduzione del voucher serviva per ridurre il lavoro nero in quei settori dove era l’unico modalità di pagamento, come ad esempio nelle attività domestiche.

Nel corso degli anni questa legge ha subito diverse modifiche come quella attuata dal il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociale, durante il secondo governo Prodi nel 2008,  quando vennero tolti alcuni limiti al suo utilizzo, come ad esempio nel campo agrario.

Il voucher viene usato  quindi soprattutto per i lavori domestici per difendere quelle che sono le categorie più deboli nel mercato come ad esempio le colf e le badanti e poi si sono estesi anche al pagamento di piccoli lavori come le ripetizioni a casa agli studenti e lavoretti di giardinaggio, che prima venivano pagati con l’assenso del lavoratore in nero.

Durante il governo Berlusconi IV,  la legislazione con cui veniva codificato il voucher venne modificato con la legge 33/3309 e la liberazione di questo tipo di contratto arrivo con la riforma del Ministro Fornero.

Il voucher rappresenta inoltre un cavallo di battaglia della riforma del Lavoro del Governo Renzi, il Jobs Act, che ha innalzato i limiti per il voucher a 7.000 euro annui ad eliminato da questa legge la dicitura che la rendeva occasionale.

Il voucher può essere legiferato attraverso una documentazione verbale o scritto e il tipo di contratto stipulato risulta essere di tipo accessorio e viene vidimato direttamente dall’INPS.

Dal 24 settembre del 2016, è obbligatorio per il committente inviare un SMS all’INPS, almeno un’ora prima della prestazione allo scopo di agevolare quella che è la registrazione del suo utilizzo, per evitare che venga pagato solo una parte del compenso.

Possono registrarsi casi in cui si presenta un’ utilizzo irregolare del voucher, come ad esempio nei casi in cui la flessibilità dei buoni porta ad eludere le leggi sul lavoro e la previdenza sociale.